Oggi, 15 agosto, segna il 1.233 di rd anniversario della Battaglia di Roncisvalle, un passo di una battaglia combattuta da un contingente dell’esercito di Carlomagno guidato da Roland, il prefetto di Breton Marzo, contro un Basco di attacco e di Roncisvalle passare mentre Roland gli uomini erano al ritiro. Questa battaglia diede vita, circa quattrocento anni dopo, a uno dei poemi epici più celebri della letteratura francese, Le Chanson de Roland (La Canzone di Roland). Scritto in francese medio, è celebrato come un punto di riferimento della letteratura vernacolare francese.

La prima copia della Chanson risale a ca. 1098, nel bel mezzo della Prima Crociata. Fa parte di un pezzo più grande di lavoro intitolato Chansons du Geste.

La storia, come l’autore anonimo la racconta nel suo genio poetico, è proiettata come una grande battaglia tra i paladini cristiani di Carlo Magno contro le forze infedeli di Marsila, il re saraceno di Saragozza.Re Marsila, che regna nell’ultima roccaforte rimasta di Saragozza, escogita un complotto per ingannare Carlo Magno a lasciare la Spagna per sempre. Promette a Carlo Magno che sarà suo vassallo e si convertirà al cristianesimo, in cambio di lui che lascerà la Spagna. Una volta tornato in Francia, però, Marsila rinnega la sua promessa, e Carlo Magno e i suoi paladini, ormai non in vena di continuare a combattere la lunga guerra, progettano di inviare un’ambasciata a Marsila per negoziare l’accordo concordato.

Roland, un vero, coraggioso e fedele paladino, sceglie il suo patrigno Ganelon a capo dell’inviato. Ganelon, che interpreta la parte di Giuda nella storia, avrebbe tradito il suo figliastro a causa di un odio a lungo tenuto e la gelosia nei suoi confronti. Vede che Roland lo ha scelto per questa missione come un modo per ucciderlo, dato il potenziale pericolo coinvolto. Una volta ricevuto alla corte di Marsila, conclude un complotto per far uccidere Roland dicendo al re saraceno che avrebbe potuto attaccare la retroguardia mentre Carlo Magno lasciava la Spagna. Quello che guida la retroguardia non è altri che Roland.

Assistito dai dodici paladini, i pari più fidati e amati di Carlo Magno, Roland guida la marcia di ritorno in Francia, solo per essere superato da una forza saracena di gran lunga superiore al passo di Roncisvalle. Oliver e l’arcivescovo Turpin di Reims, due dei paladini, combattono coraggiosamente insieme a Roland. Oliver consiglia a Roland di soffiare il suo corno oliphant in modo che Carlo Magno possa tornare con un nuovo contingente di cavalieri per affrontare il nemico in agguato, ma Roland si rifiuta di farlo. Dopo che la retroguardia ha messo su una lotta valorosa, è sconfitta, e così Roland soffia il corno oliphant con tale forza che le sue tempie scoppiano, e cade alla sua morte. Egli è poi scortato in paradiso da Sts. Michael e Gabriel.

Il poema ci presenta un fervore e un ethos crociati che lo rendono un prodotto del suo tempo. Gli eventi in Spagna della metà dell’XI secolo, così come il nuovo movimento crociato incoraggiato dal sermone di papa Urbano II a Cleremont nel 1095, ispirano e modellano il racconto. Le gesta del cavaliere spagnolo El Cid, nato Rodrigo Diaz de Vivar, contro gli eserciti Almoravidi invasori dal Nord Africa guidati da bin Yusuf, è una grande ispirazione per il racconto.

Mentre la storica attuale Roland guardia posteriore è stata un’imboscata da Basco Cristiani, e di carlo Magno e Abbaside governatori Sulieman al-Arabi di Barcellona e i suoi alleati, Husayn di Saragozza e Abu-Taur di Huesca erano alleati contro degli omayyadi califfo di Cordoba, Abd Al-Rahman I, la poesia semplicemente dipinge un quadro di un rigoroso crociata enterprise pitting Cristiani contro Musulmani. In altre parole, Carlo Magno aveva alleati musulmani, ma la Chanson non si preoccupa di questo dettaglio complicato, preferendo consentire agli eventi crociati del tempo di modellare e modellare la rivisitazione poetica. Il paladino Roland dell’VIII secolo diventa, nella Chanson, il cavaliere cristiano ideale per i cavalieri del XII e XIII secolo che combattono ad Acri e Gerusalemme.

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